Perché continuiamo a tornare da chi ci fa stare male?

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Quando il dolore ci è familiare, anche l’amore può sembrarci tale.

A volte sappiamo perfettamente che una persona ci fa male. Eppure, quando se ne va, è il silenzio a farci più male. È una delle contraddizioni più difficili da comprendere nelle relazioni. Possiamo stare male con qualcuno e stare peggio senza di lui. Per questo continuiamo a controllare il telefono, a rileggere una conversazione, a chiederci se arriverà un messaggio. Anche quando sappiamo che quella relazione ci faceva stare male, una parte di noi rimane lì, in attesa.

Quando arriva una notifica, basta pochissimo perché tutto si riaccenda. Un like. Una frase casuale. Un messaggio dopo giorni di silenzio. Non sempre perché vogliamo davvero tornare indietro. A volte perché torna la speranza di sentirci, ancora una volta, scelti. Perché continuiamo a desiderare ciò che ci ha ferito? Non sempre ci leghiamo a ciò che ci fa stare bene. A volte ci leghiamo a ciò che conosciamo emotivamente. Se nella nostra storia l’amore è stato associato all’attesa, all’incertezza, alla paura di perdere l’altro o alla necessità di conquistarne continuamente l’attenzione, possiamo ritrovarci, anche senza volerlo, dentro relazioni che riattivano proprio quelle sensazioni.

Non perché desideriamo soffrire. Ma perché ciò che è familiare può sembrarci, inconsapevolmente, più vicino all’amore di ciò che è stabile e disponibile. Freud ha chiamato coazione a ripetere la tendenza a riproporre qualcosa della nostra storia anche quando quella ripetizione non ci rende felici. Oggi possiamo incontrarla in forme nuove, nelle relazioni intermittenti, nei messaggi che arrivano e poi scompaiono, nel controllo dei social, nell’attesa di una risposta, nell’attrazione per chi non riesce davvero a esserci.

A volte non stiamo aspettando quella persona. Stiamo aspettando che questa volta la storia finisca diversamente. Che l’altro rimanga, che ci scelga. Che finalmente possiamo sentirci abbastanza. Ed è forse questo che rende alcune relazioni così difficili da lasciare. Non perdiamo soltanto una persona, perdiamo anche la speranza che quella persona possa colmare qualcosa che da molto tempo ci fa sentire Mancanti.

Per questo il cambiamento non comincia necessariamente quando smettiamo di cercare qualcuno. Può cominciare quando iniziamo a chiederci perché abbiamo avuto così tanto bisogno che fosse proprio quella persona a sceglierci. La domanda più dolorosa non è chi ci manca.È che cosa, attraverso quella persona, speravamo finalmente di sentirci dire su noi stessi.

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