Le immagini e il desiderio dell’altro

Quando mostrarsi diventa un modo per chiedere di essere scelti

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Scorriamo Instagram e Facebook e ogni giorno incontriamo volti, sorrisi, vacanze, famiglie, corpi e vite apparentemente perfette. Attraverso queste immagini ci sembra quasi di conoscere le persone, ma una fotografia non mostra mai davvero qualcuno. Mostra ciò che quella persona ha scelto di far vedere.

Anche una fotografia porta con sé una domanda molto umana. Come mi vedi? Come mi percepisci? Che cosa rappresento per te?

Abbiamo bisogno di essere visti, riconosciuti e considerati. Ma forse c’è qualcosa di ancora più profondo. Abbiamo bisogno di sentirci scelti, da qualcuno in particolare. Essere guardati non basta. Vogliamo che quello sguardo si fermi proprio su di noi.

Anche per questo continuiamo a mostrarci sui social. Ogni fotografia può diventare inconsapevolmente un modo per dire guardami, scegli me, riconosci in me qualcosa che valga la pena desiderare.

Poi è arrivata l’intelligenza artificiale. Oggi possiamo trovarci davanti a immagini di persone mai esistite, luoghi mai visitati e situazioni mai accadute. Iniziamo così a dubitare non solo dell’immagine, ma anche della persona che crediamo di avere davanti.

In fondo, l’intelligenza artificiale non ha creato questo problema. Lo ha semplicemente portato alla luce. Anche una fotografia autentica non coincide mai completamente con la persona che rappresenta. Quando guardiamo un’immagine, aggiungiamo qualcosa di nostro. Immaginiamo, interpretiamo, desideriamo. Costruiamo nella nostra mente un’identità che va oltre ciò che realmente vediamo.

È qui che lo sguardo dell’altro diventa centrale. La psicoanalisi ci ricorda quanto il modo in cui veniamo guardati possa influenzare il modo in cui percepiamo noi stessi. Sui social questa dinamica diventa continua. Mostriamo un’immagine di noi e aspettiamo, consapevolmente o meno, una risposta.

Ciò che inquieta non è soltanto la possibilità di essere ingannati dalle immagini generate dall’intelligenza artificiale. È la scoperta che abbiamo sempre avuto bisogno delle immagini per costruire l’altro dentro di noi e, allo stesso tempo, per cercare di essere scelti da lui.

La questione non è soltanto capire se un’immagine sia vera. È ricordare che nessuna immagine, nemmeno quella più autentica, può contenere completamente una persona. E nessuna fotografia può dirci se, dietro quello sguardo, qualcuno ci sceglierebbe davvero.

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