Il sintomo non è il problema. È l’inizio della storia.

“Nessuno soffre per caso. Ogni sofferenza ha una storia. E ogni storia merita di essere ascoltata.”

Molte persone iniziano un percorso di psicoterapia con una domanda:

«Perché continuo a ripetere ciò che mi fa soffrire?»

La domanda può assumere forme diverse.

Perché scelgo sempre persone che mi feriscono?

Perché l’ansia ritorna quando tutto sembra andare bene?

Perché, nonostante i miei sforzi, mi ritrovo sempre nello stesso punto?

La psicoterapia psicoanalitica invita a guardare queste domande da una prospettiva diversa, il sintomo non è soltanto qualcosa da eliminare.

Può essere il modo attraverso cui la nostra vita psichica cerca di esprimere un conflitto, una perdita o un’esperienza che non ha ancora trovato un significato.

Per questo nel mio lavoro di psicoterapeuta, non incontro semplicemente un sintomo, ma incontro una persona e la sua storia.

Ansia, attacchi di panico, depressione, dipendenza affettiva o difficoltà relazionali non definiscono chi siamo. Sono forme della sofferenza emotiva che possono essere comprese solo all’interno della storia di ciascuno.

Per oltre trentacinque anni ho lavorato nella Polizia di Stato, fino al ruolo di Commissario Capo. L’incontro quotidiano con persone segnate da traumi, perdite e crisi profonde mi ha insegnato che prima di chiedersi «Che cosa sta facendo questa persona?», è necessario domandarsi 

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«Che cosa le è accaduto perché oggi viva questa sofferenza?». 

Questa è anche la prospettiva che guida il mio lavoro clinico.

La psicoterapia non consiste nel cancellare il dolore, ma nel comprenderne il significato.

Perché comprendere non significa giustificare, significa restituire un senso a ciò che fino a quel momento, sembrava soltanto una condanna.

La psicoanalisi non promette una vita senza sofferenza.

Offre qualcosa di diverso, la possibilità di interrompere la ripetizione degli stessi schemi e costruire un rapporto più libero con la propria storia.

Perché il passato non può essere cambiato, ma può cambiare il modo in cui continua a vivere dentro di noi.

Ed è proprio da questa nuova comprensione che, spesso, comincia il cambiamento.

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